Golf & Green Minds
Golf e biodiversità sono sempre più al centro della ricerca scientifica.
Questo approfondimento analizza il ruolo dei campi da golf nella tutela degli ecosistemi e della fauna nei territori antropizzati.
Cari lettori ben ritrovati.
Nello scorso nostro appuntamento abbiamo parlato di animali, oggi in questo nuovo articolo dedicato al rapporto tra golf ed ambiente torniamo a parlare di fauna in particolare dei golf in prossimità di zone antropizzate e del ruolo che un circolo può avere.
In una pubblicazione di Colding, J., & Folke, C. è stata valutata l’ importanza ecologica dei campi da golf attraverso una sintesi quantitativa degli studi scientifici che hanno confrontato la biodiversità presente in questi ambienti con quella riscontrata in altre tipologie di aree verdi associate a differenti usi del suolo.
I risultati evidenziano come, nel 64% dei casi analizzati, i campi da golf presentino un valore ecologico superiore rispetto agli ambienti di confronto come zone ad utilizzo agricolo o zone urbanizzate.
Questa tendenza è emersa in modo consistente anche considerando la ricchezza specifica delle comunità biologiche e i dati relativi ai gruppi faunistici maggiormente studiati, in particolare uccelli e insetti. Inoltre, numerosi campi da golf si sono dimostrati capaci di ospitare specie di interesse conservazionistico, contribuendo così alla tutela della biodiversità locale.
Ma come varia questo valore? L’analisi ha evidenziato che il valore ecologico dei campi da golf varia in funzione del contesto territoriale in cui sono inseriti. In particolare, esso tende a essere inferiore quando il confronto avviene con ambienti naturali o aree protette caratterizzate da un basso livello di disturbo antropico.
Al contrario, il contributo ecologico dei campi da golf risulta significativamente più elevato rispetto ad aree agricole intensive o contesti urbani, dove la pressione esercitata dalle attività umane è generalmente maggiore.
Da una prospettiva ecosistemica, i campi da golf possono quindi rappresentare un’opportunità per incrementare la biodiversità all’interno di paesaggi fortemente modificati dall’uomo.
Se progettati e gestiti secondo criteri ecologici, questi ambienti possono favorire importanti servizi ecosistemici, tra cui l’impollinazione, il controllo naturale dei parassiti e la creazione di habitat per numerose specie animali e vegetali (argomenti che potete approfondire negli scorsi articoli). Tali caratteristiche rendono i golf club potenziali punti di incontro tra esigenze
ricreative, conservazione della natura e valorizzazione degli ecosistemi. Un aspetto particolarmente rilevante, spesso poco considerato, riguarda il ruolo dei campi da golf come corridoi ecologici. Con questo termine si indicano aree che consentono il movimento e la dispersione di animali e piante tra habitat naturali altrimenti isolati.
In paesaggi sempre più frammentati dall’urbanizzazione, dalle infrastrutture e dall’agricoltura intensiva, la presenza di ampie superfici verdi può contribuire a mantenere la connettività ecologica del territorio. I golf club, grazie alla presenza di prati, alberature, siepi, zone umide e aree a gestione meno intensiva, possono costituire vere e proprie “isole verdi” collegate tra loro o ad altri ambienti naturali.
Questi habitat consentono a numerose specie di trovare rifugio, alimentarsi e spostarsi in sicurezza all’interno del paesaggio. Tale funzione risulta particolarmente importante per molte specie di uccelli, piccoli mammiferi, anfibi e insetti impollinatori, che necessitano di ambienti idonei durante i loro spostamenti quotidiani o stagionali.
Anche specie con ridotte capacità di dispersione possono beneficiare della presenza di aree verdi continue o semi-continue, aumentando le possibilità di sopravvivenza e di scambio genetico tra popolazioni. T.B.
Bibliografia: Colding, J., & Folke, C. (2009). The role of golf courses in biodiversity conservation and ecosystem management. Ecosystems, 12(2), 191-206.



