Dal Pustertal alla Val di Sole, un viaggio attraverso il golf, la natura e la solidarietà apre una nuova riflessione sulla qualità del tempo e degli anni che viviamo.

Il nostro viaggio attraverso il golf del Trentino-Alto Adige continua.

Negli anni scorsi IMMOBILGOLF aveva già visitato Campo Carlo Magno, Golf Club Rendena e Dolomiti Golf Club, tre realtà diverse attraverso le quali abbiamo iniziato a conoscere il particolare rapporto che, in questa regione, lega il golf alla montagna e al territorio.

Nell’agosto 2026 abbiamo aggiunto una nuova tappa: il Golf Club Pustertal, a Riscone, ai piedi di Plan de Corones.

Nove buche, Par 33, per 2.690 metri di percorso, in parte tra gli alberi e in parte in campo aperto. Un campo immerso nella natura, con fairway che lasciano spazio al gioco e green ben difesi che richiedono maggiore precisione.

Siamo arrivati proprio nei giorni in cui il Pustertal, insieme al Golf Club Alta Badia, ospitava una Pro-Am Invitational charity.

Quando giocare significa anche fare del bene

Due giornate nelle quali al golf si sono affiancati convivialità, gastronomia e soprattutto una finalità benefica.

Tra le realtà sostenute dalla manifestazione anche il Serafico di Assisi, da molti anni impegnato nell’assistenza e nella riabilitazione di bambini e giovani con disabilità.

Una coincidenza che ci ha suggerito una riflessione molto semplice: quando il golf fa bene, può farlo davvero in molti sensi.

C’è il movimento. Una giornata sul campo significa camminare, stare all’aria aperta, mantenere concentrazione e coordinazione.

Ci sono le relazioni. Una partita significa anche trascorrere alcune ore insieme, incontrarsi, parlare, condividere una passione.

E poi, qualche volta, c’è la possibilità di trasformare tutto questo in qualcosa che va oltre il gioco: utilizzare una giornata di sport e convivialità per sostenere chi ha bisogno di maggiore attenzione e aiuto.

È un aspetto del golf di cui si parla forse meno rispetto alla componente sportiva, ma che appartiene profondamente alla cultura dei circoli e delle competizioni benefiche.

Un tema al quale IMMOBILGOLF è particolarmente vicino e che segue da tempo anche attraverso “Golf 4 Autism”, il programma dedicato a bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni, già presente anche al Dolomiti Golf Club. Un’iniziativa che sosteniamo con convinzione e che ci ricorda quanto il golf possa diventare anche uno spazio di inclusione, relazione e crescita.

Il territorio oltre il campo

Il golf è stato una parte del nostro viaggio, il resto lo ha fatto il territorio.

L’estate 2026 ha confermato il Trentino-Alto Adige tra le destinazioni montane più amate d’Italia, con una forte presenza di visitatori italiani e stranieri e un’affluenza particolarmente elevata nelle località alpine.

La ricerca di temperature più miti rispetto alle città continua certamente a essere una delle ragioni che spingono verso la montagna, anche se quest’anno il caldo si è fatto sentire più del consueto anche qui. Ma fermarsi soltanto al clima sarebbe riduttivo.

A rendere questi territori così attrattivi è un insieme di elementi che incidono sul modo di vivere le giornate: attività all’aria aperta, paesaggio, cucina, tradizioni, piacere dello stare insieme e una cultura del riposo e del recupero nella quale benessere, sauna e relax entrano con naturalezza nell’esperienza della montagna.

E poi ci sono luoghi nei quali il paesaggio riesce ancora a imporsi, anche quando pensiamo di conoscerlo già.

Il Lago di Braies è uno di questi. Diventato negli anni una delle immagini più riconoscibili delle Dolomiti, continua ad accogliere visitatori da tutto il mondo, proprio per quella combinazione quasi perfetta di acqua, boschi e montagne.

Ma la fotografia non restituisce completamente ciò che accade quando lo si raggiunge. Ciò che colpisce sono anche gli sguardi di chi arriva: persone che, per qualche istante, si fermano semplicemente a osservare.

E forse è proprio questa capacità di alcuni luoghi di interrompere il ritmo e restituire attenzione a ciò che ci circonda a rappresentare una forma molto semplice, ma concreta, di benessere.

Movimento e recupero

Attraversando la regione emerge così un equilibrio interessante.

Si cammina, si gioca, si esplora, ma anche ci si ferma. Movimento e recupero. Attività e riposo. Tempo individuale e tempo condiviso.

E cambiando valle, cambiano anche le forme attraverso le quali questo rapporto con il benessere si manifesta. In Val di Sole, a Rabbi, è l’acqua a diventare protagonista.

Le sue acque minerali naturalmente ferruginose sono conosciute da secoli e hanno contribuito nel tempo allo sviluppo di una tradizione termale profondamente legata alla montagna e all’ambiente naturale. Ci interessa, per ora, soprattutto questo: osservare come all’interno dello stesso territorio il benessere possa assumere forme differenti. Il movimento, la natura, il riposo, l’acqua, la convivialità.

Elementi apparentemente distanti che iniziano però a ricondurci verso una stessa domanda: quanto conta il modo in cui utilizziamo il nostro tempo nel determinare come stiamo e come viviamo?

Non soltanto dove viviamo. Ma come viviamo.

Negli ultimi mesi IMMOBILGOLF ha dedicato diversi approfondimenti alla qualità dell’abitare. Ci siamo chiesti se esistano case capaci di farci stare meglio. Abbiamo parlato di luce, natura, silenzio e, più recentemente, del valore delle relazioni e della possibilità di conoscere chi vive accanto a noi.

Queste considerazioni, però, non riguardano soltanto il modo in cui abitiamo.

Riguardano anche il modo in cui scegliamo di vivere il nostro tempo: quanto continuiamo a muoverci, le relazioni che coltiviamo, gli interessi che manteniamo, il rapporto con la natura, l’alimentazione e l’equilibrio tra attività e recupero.

A tutto questo si aggiunge un’altra dimensione: sentirsi parte di qualcosa e poter contribuire, in qualche modo, agli altri. La Pro-Am osservata durante la nostra tappa al Pustertal ce lo ha ricordato con particolare evidenza: stare bene può significare anche fare del bene.

Condividere tempo, competenze o risorse non è soltanto un gesto rivolto agli altri. È anche un modo di partecipare, creare relazioni e continuare a sentirsi parte attiva della comunità.

Una nuova domanda per IMMOBILGOLF

È dall’insieme di queste osservazioni che nasce un nuovo percorso che inizieremo a raccontare nelle prossime settimane: GOLF & LONGEVITY.

La parola longevity viene spesso associata semplicemente all’idea di vivere più a lungo. A noi interessa affrontarla da un’altra prospettiva: non soltanto quanti anni, ma quali anni.

Come possiamo preservare nel tempo autonomia, movimento, interessi, relazioni e libertà di scelta? Quanto incidono gli ambienti nei quali viviamo? Quale ruolo possono avere le attività che continuiamo a praticare? Quanto contano alimentazione, recupero, socialità e rapporto con la natura? E quale posto può avere il golf in tutto questo? Non cerchiamo formule miracolose né promesse di eterna giovinezza.

Abbiamo iniziato, e continueremo, a incontrare competenze, esperienze, luoghi e storie capaci di aiutarci a comprendere meglio una delle trasformazioni più importanti del nostro tempo: viviamo più a lungo e dobbiamo imparare a pensare diversamente agli anni che abbiamo davanti.

Golf, abitare, movimento, alimentazione, territori, relazioni, sicurezza e qualità del tempo saranno alcuni dei punti dai quali partiremo.

Forse questo viaggio attraverso il Trentino-Alto Adige ci ha offerto l’occasione giusta per cominciare.

Perché una giornata sul green può farci muovere, incontrare persone, stare nella natura e divertirci. E qualche volta può anche aiutare qualcun altro.

Quando il golf fa bene. In tutti i sensi. ImmobilGolf - Logo dorato A.G.

 

Il Real Estate del mondo del Golf
CONTATTI
Resta aggiornato e ricevi tutti gli aggiornamenti

Iscriviti alla community