Dalla Ryder Cup a Cap d’Agde, un viaggio tra golf, architettura, paesaggio e modi dell’abitare.

Ci sono fotografi che raccontano i luoghi. Altri che sanno rivelarli.

Veronica Pons appartiene a questa seconda categoria.

Il golf è da anni uno dei suoi territori d’elezione: dalla Ryder Cup all’ultimo Open d’Italia, campi, grandi tornei e protagonisti internazionali sono passati attraverso il suo obiettivo.

Ma il suo sguardo non si ferma al gesto sportivo. Nel tempo ha incontrato il real estate, l’architettura, il paesaggio e una crescente attenzione per il verde, la sua progettazione e la sua cura.

Con Veronica ci siamo conosciute ancora prima che nascesse IMMOBILGOLF, proprio attraverso la fotografia di real estate. Da quell’incontro è nato un dialogo professionale che, negli anni, ha continuato a intrecciare immagini, luoghi e sensibilità comuni.

Oggi percorriamo virtualmente con lei 9 delle 27 buche del Golf International du Cap d’Agde, nel Sud della Francia, in Occitania, da cui è appena tornata portando con sé immagini e suggestioni che ha voluto condividere con noi lungo il percorso.

BUCA 1 LO SGUARDO

Hai fotografato il golf sui palcoscenici più importanti ma anche case e luoghi da abitare. Che cosa cerchi davvero quando guardi attraverso l’obiettivo?

V.P.: L’armonia e l’equilibrio tra le parti. Che sia il gesto di un giocatore o la linea di un’architettura, mi piace trovare un punto di contatto in cui luce, spazio e composizione rimandino all’occhio un ordine naturale.

BUCA 2  UNA CASA VISTA DIVERSAMENTE

Ci siamo conosciute fotografando una casa e quelle immagini riuscirono a stupire persino chi la abitava. Quanto può una fotografia cambiare la percezione di un immobile?

V.P.: Moltissimo, perché fa pulizia visiva. Chi abita uno spazio, dopo poco smette di vederlo. La fotografia e’ invece capace di isolare le linee di forza e riequilibra i volumi con la luce naturale, restituendo alla struttura la sua armonia originaria. E quindi il suo reale potenziale.

BUCA 3  CAP D’AGDE

A Cap d’Agde golf e residenze convivono nello stesso paesaggio. Che cosa ti ha colpito di questa fusione tra golf e real estate?

V.P.: La fluidità del passaggio tra dentro e fuori. A Cap d’Agde le case non interrompono il paesaggio, lo completano. C’è una continuità geometrica dove si puo’ immaginare che un salotto possa estendersi direttamente sul fairway, in un buon equilibrio tra architettura e natura.

BUCA 4  OLTRE LA CASA

Nel real estate legato al golf, il valore è anche ciò che circonda una proprietà. Come si racconta in un’immagine il rapporto tra casa e paesaggio?

V.P.: Creando profondità attraverso quinte naturali. Uso un albero, la linea di un bunker o l’ondulazione di un green per incorniciare l’edificio. La casa non è mai un elemento isolato ma parte integrante del paesaggio che la circonda.

BUCA 5  IL VERDE

Nel 2026 hai concluso un percorso biennale in Progettazione del Verde a Milano per approfondire la ‘garden photography’. Quanto questo bagaglio tecnico ha cambiato il tuo modo di fotografare e interpretare i luoghi?

V.P.: Mi ha dato un metodo per comprendere l’armonia. Oggi guardo il verde con l’istinto ma riesco anche a leggerne la struttura progettuale e botanica. Posso immaginare come la luce interagisca con i volumi delle piante nelle diverse ore, traducendo la sensibilità in composizone fotografica.

BUCA 6  GOLF E RESIDENZE

Hai fotografato eventi simbolo del grande golf, come la Ryder Cup a Roma nel 2023, al Marco Simone, dove il campo dialoga anche con una dimensione residenziale. Quando golf e abitare condividono lo stesso luogo, che cosa diventa interessante raccontare attraverso le immagini?

V.P.: Chi non conosce il golf immagina due mondi separati, invece le case sono letteralmente dentro gli eventi che si svolgono in quel campo. Diventa interessante proprio il racconto fotografico di come il grande torneo si inserisca nella routine di una villa che viene “travolta” dal gioco: il contrasto tra la routine di un campione che si prepara al colpo e la quotidianità della vita di quella casa a pochi metri di distanza. Nel caso della Ryder, è stato interessante raccontare cosa significa svegliarsi con la Ryder Cup in giardino.

BUCA 7  PRIMA DELLO SCATTO

Quando arrivi in un luogo che unisce golf, paesaggio e residenze, quali sono gli elementi che catturano per primi il tuo sguardo?

V.P.: Osservo il contesto naturale in cui si snoda il disegno del campo e cerco di riconoscere se l’architettura e la forma delle residenze siano in armonia con l’ambiente circostante. Essendo cresciuta sui campi da golf e amandone ogni singolo aspetto, ho imparato a percepirne istintivamente ogni aspetto visivo individuando un’inquadratura in modo automatico.

BUCA 8  UNO SGUARDO, PIÙ COMPETENZE

Fotografia, conoscenza del golf e competenza nel real estate possono leggere lo stesso luogo da prospettive diverse. Quanto può fare la differenza metterle insieme per raccontare e valorizzare un patrimonio immobiliare legato a un golf?

V.P.: è un mix che aiuta a restituire l’integrita’ di un luogo. Attraverso la fotografia si riesce a riassumere in un’unica immagine un’identità completa in cui il real estate, il percorso e il verde si collegano, valorizzandosi a vicenda. Mettere insieme queste prospettive permette di mostrare al meglio il patrimonio immobiliare.

BUCA 9  LO SCATTO CHE RESTA

Nel 2026 un tuo scatto e’ stato selezionato tra i migliori 50/70 di golf del 2025 nel prestigioso World Sports Photography Awards by Canon (23.000 immagini di 4.100 fotografi da tutto il mondo).

Ma qual è, per te, la fotografia davvero riuscita: quella tecnicamente perfetta o quella capace di farci vedere qualcosa che prima non avevamo visto?

V.P.: parlando di golf, sicuramente quella che cattura ‘il momento’, che sia di felicita’, di sconforto o di coraggio. La tecnica è lo strumento di partenza ma una fotografia riuscita è quella che rivela il culmine di un’emozione, svelando a chi la guarda la profondità e il cuore del gesto atletico.

Il nostro percorso al Golf International du Cap d’Agde finisce qui. Ed è stato un percorso che ci è piaciuto molto.

Ma, conoscendo Veronica, è difficile immaginare che il suo sguardo si fermi all’ultima buca.

Forse è già rivolto verso qualche campo poco distante, dove tra un fairway, una casa e il paesaggio si possono scoprire nuove prospettive e nuovi equilibri tra architettura, verde e modi dell’abitare.

Noi, intanto, continuiamo a guardare nella stessa direzione. Perché spesso i progetti più interessanti cominciano proprio così: dall’incontro tra competenze e sensibilità diverse e da uno sguardo capace di vedere, in un luogo, qualcosa che era già lì, ma che ancora non era stato raccontato. ImmobilGolf - Logo dorato A.G.

Foto: Archivio Veronica Pons.

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