Primavera significa golf. E in Italia significa soprattutto Open d’Italia, il principale torneo del calendario nazionale. Quest’anno l’appuntamento sarà a Torino, al Circolo Golf Torino La Mandria, uno dei campi più prestigiosi del panorama italiano, immerso nel Parco della Mandria a circa venti minuti dal centro città.
Un contesto unico, dove sport, natura e qualità della vita convivono in perfetto equilibrio. Ed è proprio questo tipo di territorio che permette di osservare da vicino il rapporto sempre più stretto tra golf e mercato immobiliare.
Per chi analizza queste dinamiche, come IMMOBILGOLF, piattaforma dedicata al real estate nei territori del golf, eventi sportivi di questo livello rappresentano anche un momento interessante per leggere l’evoluzione dei territori e delle scelte abitative che si sviluppano attorno ai grandi campi.
L’Open d’Italia arriva a pochi mesi dalle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che hanno rafforzato l’immagine dell’Italia come destinazione internazionale capace di coniugare sport, paesaggio e qualità della vita. Una visibilità globale che contribuisce a consolidare anche l’attrattività del nostro Paese per gli investimenti immobiliari.
Nel biennio 2025–2026 il mercato si sta avviando verso una fase, caratterizzata da un crescente interesse da parte di investitori stranieri. Tra i principali bacini della domanda internazionale si collocano Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Svizzera, mentre negli ultimi mesi si registra anche un’attenzione crescente da parte dell’area mediorientale, in particolare di investitori legati ai grandi centri finanziari del Golfo.
In molti casi si tratta di acquirenti attratti da contesti abitativi che uniscono paesaggio, qualità della vita e servizi sportivi di alto livello: caratteristiche che rendono le aree attorno ai golf club particolarmente interessanti anche dal punto di vista immobiliare.
Il valore del territorio attorno al golf
Il caso del Circolo Golf Torino La Mandria è emblematico. Il campo si trova all’interno di uno dei parchi naturali più grandi d’Europa e attorno ad esso si sviluppa un contesto residenziale caratterizzato da bassa densità edilizia, ampi spazi verdi e ville immerse nella natura.
Località come Fiano, a pochi minuti dal golf, ospitano ville indipendenti e cascine ristrutturate, spesso scelte da chi desidera vivere a contatto con il paesaggio pur restando vicino alla città.
Anche Druento, a meno di dieci minuti dal club, rappresenta una soluzione residenziale molto apprezzata per il buon equilibrio tra servizi e tranquillità.
Venaria Reale, più strutturata, permette invece di coniugare la vicinanza al golf con la vita urbana, mentre San Gillio, più defilata, offre contesti residenziali immersi nel verde.
La presenza di un golf di livello internazionale contribuisce spesso a definire anche il profilo abitativo di un territorio. Non è raro, ad esempio, che i soci del club torinese adottino due modelli abitativi distinti: da una parte chi sceglie i quartieri più eleganti della città come Crocetta, Cit Turin o Borgo Crimea, raggiungendo il golf in meno di venti minuti; dall’altra chi preferisce vivere stabilmente nel verde, nelle aree residenziali attorno al Parco della Mandria.
Proprio l’analisi di queste dinamiche territoriali è uno degli ambiti di osservazione di IMMOBILGOLF, piattaforma che mette in relazione immobili, professionisti del real estate e territori legati al golf, promuovendo opportunità abitative e di investimento nei contesti golfistici.
Golf e città: nuove forme di pratica
Una dinamica simile si osserva anche a Milano, dove i golf club si trovano prevalentemente alle porte della città. Campi come l’Ambrosiano, Le Rovedine o il Green Club di Lainate sono facilmente raggiungibili ma richiedono comunque uno spostamento.
Per questo motivo stanno emergendo nuove soluzioni che permettono di mantenere la pratica anche in ambito urbano. Spazi attrezzati con tecnologie di allenamento stanno rendendo la pratica più flessibile, mentre nell’area di riqualificazione di Arese è attesa la realizzazione di Topgolf, format internazionale che combina pratica del golf e intrattenimento.
Si tratta di segnali di un’evoluzione che riguarda non solo lo sport, ma anche il rapporto tra città, territorio e nuove forme di socialità.
Le novità normative del mercato immobiliare
Accanto alle dinamiche territoriali, il mercato immobiliare sta vivendo anche importanti cambiamenti sul piano normativo.
Ma quali sono le novità e gli effetti della riforma della disciplina in materia di circolazione degli immobili di provenienza donativa?
Di questo tema abbiamo parlato con l’Avv. Prof. Dott. Luigi Ferrajoli, che ha illustrato le principali novità introdotte dalla riforma approvata nel novembre 2025 in materia di circolazione degli immobili provenienti da donazione.
Il tema è particolarmente rilevante nel mercato italiano, dove la donazione rappresenta uno degli strumenti più utilizzati per il passaggio generazionale del patrimonio immobiliare. Secondo i dati del Consiglio Nazionale del Notariato, nel 2024 sono stati registrati oltre 217 mila atti di donazione di immobili.
Tradizionalmente gli immobili provenienti da donazione sono stati percepiti dal mercato come più complessi da trasferire, poiché, in presenza di un’azione di riduzione promossa dagli eredi legittimari, l’acquirente poteva essere esposto al rischio di restituzione del bene.
La riforma del 2025 ha modificato questo assetto: pur restando possibile l’azione di riduzione, il terzo acquirente non è più soggetto all’azione di restituzione, mentre l’eventuale reintegrazione della quota di legittima avviene attraverso un’indennità di natura economica.
Un’ulteriore novità riguarda i tempi: il termine per trascrivere l’azione di riduzione viene ridotto da dieci a tre anni, contribuendo a rendere più stabile il quadro giuridico delle compravendite.
Secondo l’analisi dell’avvocato Ferrajoli, queste modifiche possono favorire una maggiore circolazione degli immobili provenienti da donazione, aumentando la sicurezza per acquirenti, banche e operatori del mercato.
Quando sport e abitare si incontrano
Sport, territorio e immobiliare continuano dunque a muoversi lungo una traiettoria comune. Che si tratti delle aree residenziali attorno ai grandi campi da golf o dei quartieri urbani che cercano nuove forme di equilibrio tra città e natura, il filo conduttore resta lo stesso: la qualità del territorio come valore abitativo e come investimento nel tempo.
Attraverso questa rubrica, IMMOBILGOLF continuerà a raccontare il rapporto tra golf, qualità della vita e real estate, offrendo ai lettori uno sguardo sui territori italiani dove sport, paesaggio e abitare nel green si incontrano e creano nuovi modelli di qualità della vita. A.G.![]()
Fonte: Golf Magazine anno 4, n.1




