La tutela del patrimonio immobiliare mediante il trust

Investire nel green può appagare, oltre l’esigenza personale di vivere in un ambiente salubre, anche opportunità di protezione del patrimonio immobilizzato.
Conferire patrimonio immobiliare in un trust già istituito, o di nuova istituzione, può infatti implicare importanti vantaggi che possono essere sintetizzati:
nella segregazione patrimoniale che deriva dalla scelta, rispetto a futuri creditori;
nella pianificazione della propria successione con il disponente in vita;
e nella possibilità di mantenere l’unitarietà del proprio patrimonio rispetto agli eredi beneficiari.

In particolare, il trust è un atto unilaterale con cui un soggetto, detto disponente, trasferisce in una o più soluzioni dei beni a un altro soggetto, chiamato trustee. Quest’ultimo ha l’onere di amministrare e gestire i beni secondo le indicazioni date dal disponente, tramite l’atto istitutivo del trust, nell’interesse di ulteriori soggetti chiamati beneficiari. Il ricorso a tale istituto presenta, come anticipato, diversi vantaggi.

Quanto al primo punto, la segregazione patrimoniale consente di proteggere il patrimonio immobiliare del disponente, che trasferisce uno o più beni identificati al trustee, il quale ha però l’obbligo di disporne secondo quanto indicato nell’atto istitutivo del trust stesso. In questo il modo, il patrimonio è  protetto da eventuali pretese creditorie, ma allo stesso tempo continua ad essere gestito in modo efficiente e coerente con quelle che sono le finalità del disponente stesso e nell’interesse unico dei beneficiari.

Altro aspetto fondamentale è che la costituzione di un trust consente al disponente di poter preservare l’unitarietà del patrimonio nei confronti degli eredi beneficiari. Infatti, mediante l’atto istitutivo del trust, egli ha la possibilità di stabilire preventivamente, quando ancora in vita, regole e modalità per la gestione e per l’utilizzo del patrimonio, in tal modo diminuendo il rischio di future frammentazioni causate da conflitti successori che potrebbero sorgere.

Anche a livello fiscale va segnalato che il trust presenta dei vantaggi non trascurabili. Di norma i beni facenti parte del patrimonio oggetto del trust vengono tassati solamente nel momento in cui il trustee li trasferisce ai beneficiari, tramite l’imposta sulle successioni e donazioni.

Secondo l’articolo 4-bis del TUS, infatti, il presupposto impositivo risiede nell’arricchimento gratuito di cui i beneficiari godono nel momento in cui ricevono i beni relativi al patrimonio del disponente e gestito dal trustee.  

Tale tipizzazione del presupposto impositivo è stata prevista nello specifico dal Decreto Legislativo 139/2024, il quale ha inoltre introdotto, sempre tramite l’articolo 4-bis del TUS, la cosiddetta “opzione di tassazione anticipata in entrata”. Essendo il presupposto impositivo l’arricchimento del beneficiario, la regola generale prevede la tassazione in uscita, quindi nel momento in cui i beni del patrimonio vengono trasferiti ai beneficiari, tuttavia il disponente può scegliere la tassazione anticipata in entrata, vale a dire al momento del conferimento nel trust. Nel caso in cui si opti perquesta alternativa, non sarà quindi dovuta l’imposta in uscita, da parte dei beneficiari,quando i beni loro saranno successivamene attribuiti.

Di conseguenza, il disponente potrà scegliere per quale tassazione optare, in base alle proprie esigenze. La possibilità di poter ricorrere ad una tassazione anticipata può essere vantaggiosa sotto diversi aspetti. Uno di questi è sicuramente una migliore pianificazione patrimoniale, sollevando i beneficiari dall’onere di pagamento dell’imposta di successione. In questa maniera, anche l’aspetto fiscale viene gestito direttamente e preventivamente dal disponente. Il vantaggio più evidente che si può considerare è però la possibilità, tramite il pagamento anticipato dell’imposta di successione e donazione, di evitare che la stessa subisca nel corso del tempo degli aggravi.

Anche la tassazione in uscita può tuttavia essere vantaggiosa, poiché avverrà solamente nel momento di effettivo trasferimento ai beneficiari dei beni oggetto del trust, essendoci poi la facoltà, in base alle esigenze, di poterne rinnovare ulteriormente la durata.

In conclusione, il trust si conferma uno strumento funzionale ed efficace di tutela del patrimonio immobiliare, in grado di unire esigenze di protezione, pianificazione successoria e ottimizzazione fiscale. La corretta strutturazione dell’istituto permette quindi di valorizzare i vantaggi della segregazione patrimoniale e anche di avere la possibilità di scegliere quale tipo di tassazione sia più conforme alle proprie esigenze,assicurando al disponente che il patrimonio sarà preservato e gestito secondo la propria volontà, anche grazie alle c.d. lettere di desideri che lo stesso potràindirizzare al trustee.

di Luigi Ferrajoli e Francesco Ferrajoli   

Avvocati tributaristi, esperti in wealth management

Avvocato patrocinante in Cassazione
Dottore commercialista e Revisore legale
Docente Master Tributario 24 Ore Business School
già Professore Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Avv. Ph.D.st. Francesco Ferrajoli
Il Real Estate del mondo del Golf
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