Il golf che bussa… a due passi da casa, nel cuore della città
Milano, città dinamica e internazionale, è oggi anche il laboratorio di una nuova idea di golf urbano. Tee Up Golf Hub nasce dalla visione di imprenditori che hanno scelto di portare questo sport fuori dai confini tradizionali dei circoli, rendendolo accessibile, contemporaneo e perfettamente integrato nello stile di vita cittadino.
Abbiamo incontrato Luca Rusconi Clerici, co-founder di Tee Up Golf Hub, per raccontare da vicino questo progetto che unisce tecnologia, sport e socialità, grazie a simulatori evoluti come TrackMan e PuttView che permettono di allenarsi, giocare e vivere il golf in modo innovativo, anche nel pieno centro di Milano.
Ci siamo conosciuti grazie alla loro curiosità per “Golf 4 Autism”, il programma promosso da IGFR Italy, la fellowship dei golfisti rotariani, che affianchiamo con entusiasmo, e grazie alla loro disponibilità, i bambini con autismo potranno avere l’opportunità di provare il golf in sicurezza, vivendo un’esperienza unica e coinvolgente.
Questo ci ha dato lo spunto per approfondire la loro storia, la visione del golf urbano e le opportunità che un hub come Tee Up può creare, anche in connessione con il mondo immobiliare.
D: Cosa vi ha ispirato a creare Tee Up a Milano e come immaginate il futuro del golf urbano?
LRC: Tee Up nasce dall’idea di portare il golf dentro la città, rendendolo compatibile con i ritmi, gli spazi e lo stile di vita urbano. Milano, per dinamismo e apertura all’innovazione, era il contesto ideale.
Immaginiamo un futuro in cui il golf urbano diventa un’estensione naturale del golf tradizionale: un luogo dove allenarsi, socializzare e avvicinarsi a questo sport senza dover uscire dalla città, integrando sport, tecnologia e lifestyle in modo fluido.
D: In che modo l’uso di tecnologie come TrackMan e PuttView ha trasformato l’esperienza dei giocatori, dai principianti agli esperti?
LRC: La tecnologia è un grande abilitatore. Per i principianti rende l’esperienza più immediata, intuitiva e divertente, aiutandoli a capire i fondamentali senza frustrazione.
Per i giocatori più esperti, invece, strumenti come TrackMan e PuttView offrono dati precisi, feedback avanzati e la possibilità di lavorare in modo mirato sul proprio gioco. In questo senso, la tecnologia non sostituisce il golf, ma lo arricchisce e lo rende più accessibile a livelli diversi.
D: Quando avete scoperto il progetto Golf 4 Autism, cosa vi ha spinto a offrire la vostra disponibilità per far provare il golf ai bambini?
LRC: Ci ha colpito subito l’approccio del progetto e la sua coerenza con i valori di Tee Up. Crediamo che lo sport, se reinterpretato nel modo giusto, possa diventare uno strumento di inclusione e crescita.
Mettere a disposizione i nostri spazi e le nostre competenze ci è sembrato naturale: Golf 4 Autism rappresenta un esempio concreto di come il golf urbano possa aprirsi a nuove comunità e generare un impatto positivo reale, anche al di fuori dei circuiti tradizionali.
Accessibilità e community
D: Tee Up è pensato per essere accessibile a tutti: quali strategie usate per avvicinare chi non ha mai giocato o chi vuole riprendere dopo anni?
LRC: Uno dei nostri obiettivi principali è abbassare le barriere d’ingresso al golf. Tee Up nasce proprio per questo: portare il golf in città, in un ambiente informale, accogliente e privo di intimidazioni.
L’uso dei simulatori permette di iniziare senza pressione, con percorsi guidati e modalità di gioco adatte a tutti i livelli. Inoltre, proponiamo formule flessibili, esperienze di gruppo, lezioni introduttive e momenti di gioco più “social” che aiutano chi è alle prime armi – o chi riprende dopo anni – a sentirsi subito a proprio agio.
D: Come riuscite a creare un senso di community tra i vostri soci, unendo sport, business e socialità?
LRC: Tee Up non è solo un luogo dove giocare, ma uno spazio di incontro. La community nasce in modo naturale perché le persone condividono il tempo, l’esperienza e spesso anche interessi professionali o personali.
Organizziamo eventi, tornei informali, serate a tema e momenti di networking che mescolano sport e socialità. Il golf diventa un pretesto per stare insieme, conoscersi e costruire relazioni autentiche, in un contesto urbano che favorisce lo scambio e la continuità.
D: Dal vostro punto di vista, che impatto può avere il golf su bambini autistici e famiglie che partecipano a iniziative come Golf 4 Autism?
LRC: Il golf ha caratteristiche uniche: è uno sport individuale, fatto di ritualità, concentrazione e tempi definiti. Questo può renderlo particolarmente adatto a bambini con autismo, offrendo un’esperienza strutturata ma non competitiva.
Con iniziative come Golf 4 Autism, Tee Up diventa uno spazio sicuro dove i bambini possono avvicinarsi allo sport in modo graduale, mentre le famiglie vivono un momento positivo e condiviso. Per noi è un esempio concreto di come lo sport urbano possa avere anche un impatto sociale reale, andando oltre il semplice intrattenimento.
Milano, la nostra città
D: Milano è una città dinamica: chi frequenta maggiormente Tee Up, residenti o visitatori business? E come questa realtà urbana influenza le abitudini di gioco?
LRC: Tee Up è frequentato da un mix molto equilibrato di residenti e professionisti che vivono o lavorano a Milano. Molti sono persone con poco tempo a disposizione, che cercano un’esperienza di qualità facilmente integrabile nella giornata lavorativa o nel tempo libero.
Il contesto urbano influenza molto le abitudini di gioco: sessioni più brevi, flessibilità negli orari e un approccio meno “rituale” rispetto al golf tradizionale, ma non per questo meno tecnico o coinvolgente.
D: Avete mai pensato a collaborazioni tra Tee Up e il mondo real estate? Immobilgolf ha una proposta…
LRC: Sì, il dialogo con il mondo real estate è per noi molto naturale. Tee Up dimostra come il golf urbano possa valorizzare spazi cittadini e integrarsi in progetti immobiliari orientati alla qualità della vita e ai servizi.
Collaborazioni con operatori come Immobilgolf possono creare nuove sinergie, portando il golf ancora più vicino alle persone e contribuendo a sviluppare luoghi che non siano solo funzionali, ma anche esperienziali e aggregativi.
D: Guardando al futuro, quali sono le sfide e le opportunità principali che vedete per Tee Up, sia in termini di espansione che di iniziative sociali?
LRC: La sfida principale è crescere mantenendo l’identità e la qualità dell’esperienza. L’opportunità, invece, è dimostrare che il modello del golf urbano è scalabile e può adattarsi a contesti diversi, restando fedele ai suoi valori.
Sul fronte sociale, vogliamo continuare a sviluppare progetti inclusivi come Golf 4 Autism, rafforzando il ruolo di Tee Up come hub sportivo e culturale, capace di generare impatto positivo nel tessuto urbano.
Grazie Luca! Queste 9 buche sul campo di Tee Up ci hanno mostrato come Luca Rusconi Clerici e il suo team portino il golf nel cuore di Milano, combinando tecnologia e socialità. L’hub è anche un vero circolo golfistico, dove è possibile abbonarsi e tesserarsi alla FIG (Federazione Italiana Golf), allenandosi e vivendo il golf senza uscire dalla città.
Ci siamo incontrati in TeeUp Porta Vercellina, e le prossime buche le giocheremo in TeeUp Piazza Duse, continuando a scoprire il golf urbano come esperienza unica e coinvolgente. A.G.![]()










