
Quando il golf diventa sistema: la Lombardia può guidare il cambiamento
Il golf in Lombardia non è soltanto uno sport, ma un sistema che coinvolge territorio, imprese e turismo internazionale.
Il rapporto tra golf, territorio e sistema produttivo rappresenta oggi un ambito di crescente interesse anche per realtà come Assolombarda, che attraverso lo studio sull’indotto del golf in Lombardia e il progetto Open Horizons ha contribuito a portare attenzione su questo tema.
Su questi temi abbiamo incontrato il dottor Cristian Ferraris, Vicedirettore Generale di Assolombarda, che ha condiviso con grande cortesia il proprio punto di vista.
Ne è nata un’intervista nel formato delle “9 buche”, un percorso di domande dedicato al rapporto tra golf, sistema produttivo e valorizzazione del territorio lombardo.
Buca 1: Lo studio sull’indotto del golf in Lombardia quantifica il valore economico complessivo del settore. Se questi numeri mostrano che il golf non è uno sport di nicchia ma un vero ecosistema economico, quale potrebbe essere oggi il passo successivo per trasformare questa consapevolezza in una strategia di sviluppo più strutturata?
Penso sia quello di “architettare” e mettere a terra una nuova filiera dell’industria sportiva, capace di allargare il baricentro dell’interesse non solo al protagonismo sportivo ma anche al business turistico-territoriale. Assolombarda, in quest’ottica, farà, con ancora maggior forza, da collante istituzionale con l’obiettivo di integrare i circoli golfistici all’interno delle catene del valore regionali, promuovendo il golf come asset ricreativo e come strumento di marketing territoriale e attrazione di capitali.
Buca 2: La Lombardia rappresenta quasi un terzo del movimento golfistico italiano. Questo dato potrebbe offrire alla regione l’opportunità di svolgere un ruolo guida nello sviluppo del golf come leva di attrattività territoriale?
Sì, senza dubbio: la Lombardia ha il peso specifico necessario per trasformare il golf da sport d’élite ad asset strategico nazionale, agendo come un vero e proprio “laboratorio di sistema”. La regione, in tal senso, attraverso la sua capacità di fare sintesi tipica dello spirito ambrosiano, può farsi promotrice di un distretto produttivo integrato capace di trattenere investitori e visitatori ad alto valore aggiunto che cercano un ecosistema in cui business e qualità della vita siano perfettamente integrati.
Buca 3: Il sistema del golf coinvolge una filiera molto ampia che comprende ospitalità, servizi, professioni, imprese e, in molti casi, anche il comparto immobiliare legato ai territori in cui i circoli sono inseriti. Quanto può incidere oggi la capacità di mettere in relazione questi ambiti per rafforzare il valore economico e territoriale del settore?
Mettere in relazione ospitalità, servizi e immobiliare non è solo un’opzione ma il vero motore che può, oggi, trasformare un campo da golf in un asset di crescita del territorio. In questo solco, Assolombarda agirà facendo leva sulla sua rete, favorendo l’interesse di investitori internazionali che non cercano solo un prato in cui giocare ma un pacchetto completo di lifestyle ad alto valore aggiunto. Senza questa capacità di fare rete agiremmo senza una vera e propria cornice, mentre con una strategia strutturata la Lombardia può finalmente competere a livello internazionale, imponendo il proprio modello di industria sportiva integrata. Con questo spirito il progetto Open Horizons, grazie alla sinergia con il Consolato d’Italia a Cape Town e la Camera di Commercio Italo-Sudafricana, è stato recentemente presentato alla 114ª edizione dell’Investec South African Golf Open, in Sudafrica.
Buca 4: Il progetto “Open Horizons” sembra voler raccontare il golf lombardo anche come parte dell’identità e dell’attrattività del territorio. Qual è, secondo lei, la visione di lungo periodo che questo progetto intende costruire?
L’obiettivo è quello di posizionare la regione come una destinazione unica e competitiva a livello globale. Sfruttando la densità di circoli di alto livello, Open Horizons vuole intercettare il turista golfista internazionale. La visione è quella di un territorio “golf-ready” capace di sfidare i mercati storici internazionali attraverso un’offerta integrata tra laghi, città d’arte e distretti produttivi. Attraverso il coinvolgimento delle sue aziende associate nel settore dei servizi, dell’accoglienza e della tecnologia, l’Associazione può davvero favorire la creazione di un distretto golfistico lombardo capace di utilizzare il green come piattaforma per il networking tra investitori, rendendo il settore un pilastro della crescita economica regionale al pari del design o della moda.
Buca 5: Il turismo golfistico internazionale è spesso associato a visitatori con un’elevata capacità di spesa e con soggiorni più lunghi rispetto al turismo tradizionale. Quali territori lombardi potrebbero esprimere ancora un potenziale significativo in questa direzione?
La visione di Assolombarda e del progetto Open Horizons suggerisce che ogni angolo della regione può, di fatto, possedere nei territori di riferimento caratteristiche per contribuire a questa crescita, poiché la Lombardia, ricordo, è un vero e proprio mosaico di eccellenze e ogni provincia può giocare la propria partita.
Buca 6: In alcune destinazioni europee il golf è stato inserito all’interno di strategie territoriali molto chiare, capaci di integrare paesaggio, ospitalità e servizi. Pensa che anche in Italia si possa sviluppare una visione simile, capace di valorizzare in modo più organico i territori?
Certamente, l’Italia e in particolare la Lombardia hanno tutte le carte in regola per replicare e persino superare i modelli di successo europei, a patto però di passare da una gestione frammentata a una visione di distretto integrato. La forza del modello italiano risiede nella capacità di non offrire solo un “campo da gioco”, ma un’esperienza di vita che fonde il paesaggio con l’enogastronomia, l’arte e il manifatturiero di eccellenza, trasformando il golf nel tessuto connettivo di un’offerta territoriale organica.
Buca 7: Molti circoli golfistici sono oggi luoghi di incontro tra mondi diversi: sport, impresa, relazioni professionali. Quanto può essere importante questa dimensione di networking nello sviluppo futuro del settore?
La dimensione del networking rappresenta il vero valore aggiunto del golf moderno, trasformando il circolo da semplice impianto sportivo in un asset relazionale strategico per l’intero sistema produttivo. In un contesto economico come quello lombardo, dove la densità di imprese e la qualità delle relazioni sono fattori critici di successo, il campo da golf funge, di fatto, da “ufficio a cielo aperto” capace di abbattere le barriere formali e favorire una soft diplomacy che accelera i processi decisionali e la nascita di partnership internazionali.
Buca 8: Uno dei temi più discussi riguarda la necessità di ampliare la base dei praticanti. Quali iniziative potrebbero contribuire ad avvicinare nuove generazioni e nuovi pubblici a questo sport?
Per ampliare la base dei praticanti è necessario scardinare l’immagine del golf come disciplina chiusa e trasformarlo in uno sport di comunità attraverso iniziative che mescolino educazione, tecnologia e networking inclusivo. Con il contributo del progetto Open Horizons questa prospettiva diventa possibile. Vogliamo, infatti, promuovere e collaborare con il sistema scolastico per far conoscere questo sport e sensibilizzare i ragazzi e i genitori con iniziative ad hoc. Ad esempio, nella cornice dell’iniziativa di Assolombarda “Golf Tour”, abbiamo lo spin off “Kids in green” dedicato ai bambini e alle famiglie.
Buca 9: Guardando ai prossimi anni, quale ruolo potrebbe avere la Lombardia nel contribuire a rafforzare il posizionamento del golf italiano nel contesto europeo?
Nei prossimi anni la Lombardia è destinata a diventare la porta d’ingresso del golf d’eccellenza in Europa, agendo come il pivot strategico che trasforma l’intero sistema italiano in una destinazione competitiva. La regione ha già la massa critica per dettare l’agenda dello sviluppo settoriale, spostando l’attenzione dalla semplice pratica sportiva a un modello di turismo esperienziale e di business ad alto valore aggiunto. Come Assolombarda lavoreremo in questa direzione.
Dalle parole del dottor Ferraris emerge una prospettiva chiara: il golf si configura sempre più come un sistema capace di mettere in relazione territorio, turismo e attività economiche. In questo contesto la Lombardia, per concentrazione di circoli e qualità del proprio tessuto imprenditoriale, può assumere un ruolo di riferimento nello sviluppo del golf italiano.
Il progetto Open Horizons si inserisce in questa direzione, esprimendo la capacità di Assolombarda di tradurre visioni in percorsi concreti, mettendo in relazione imprese, territori e opportunità di investimento, in un equilibrio che coinvolge anche le dinamiche immobiliari legate ai contesti in cui i circoli sono inseriti.
Ringraziamo il dott. Ferraris per la disponibilità a condividere con i lettori di IMMOBILGOLF il proprio punto di vista su un tema di grande rilevanza, che contribuisce a offrire una lettura più ampia del golf.
Quando il golf diventa sistema, può diventare anche una leva concreta di sviluppo.
A.G.

